Un’incredibile scoperta è stata fatta nel sito archeologico di Pompei: i resti di una tartaruga, insieme a un suo uovo, sono stati ritrovati sotto i resti dell’antica città. Lo riporta la BBC. Quando il Vesuvio eruttò, quasi duemila anni fa, gli antichi abitanti di Pompei rimasero bloccati sotto la cenere: così accade anche alla flora e alla fauna della città, inclusa una tartaruga incinta con il suo uovo. Oggi gli archeologi hanno ritrovato i resti del rettile sotterrati sotto fuliggine e rocce, dove sono rimasti intrappolati dal 79 d.C. Lo riporta la BBC. uando avvenne la disastrosa eruzione, l’animale -un esemplare di 14 centimetri circa- si trovava sotto un edificio già distrutto da un precedente terremoto. Gli archeologi si sono infatti imbattuti nei resti mentre scavavano in un’area della città che gli antichi abitanti avevano ricostruito dopo il sisma del 62 d.C. Gli esperti dicono che il fatto che sia stata ritrovata con un uovo suggerisce che sia stata uccisa mentre cercava un posto tranquillo dove deporre le sue uova. L’archeologo dell’Università di Oxford Mark Robinson, che aveva scoperto i resti di un’altra tartaruga in un sito vicino nel 2002, ha dichiarato alla Tv di Stato britannica che c’erano due possibili spiegazioni per comprendere perché il rettile si trovasse lì. “La prima possibilità è che si trattasse di una tartaruga domestica, che probabilmente scappò e arrivò fino alle rovine del grande terremoto -ha spiegato- Dall’altro lato va considerato che, dopo il sisma, Pompei era sostanzialmente distrutta e la ricostruzione non fu possibile ovunque. La flora e la fauna dalle campagne circostanti si trasferirono nelle parti distrutte e disabitate della città”. Gli esperti dichiarano che la recente scoperta illustra la ricchezza dell’ecosistema di Pompei nel periodo successivo al terremoto. “L’intera città era un cantiere edile ed evidentemente alcune zone erano così poco abitate che gli animali selvatici vi ci potevano vagare, entrare e provare a deporre le proprie uova”, ha confermato alla BBC il direttore generale degli scavi nel sito archeologico campano, Gabriel Zuchtriegel. Joonas Vanhala, dottorando finlandese che si trovava in loco quando è stata fatta la scoperta, ha descritto ciò che ha visto come “spettacolare”. “Avevano appena rimosso il guscio dall’animale, quindi erano visibili il guscio e l’uovo -ha raccontato all’emittente britannica- Era marroncino, del colore della sabbia”. Le ricerche ora proseguiranno in laboratorio, ma intanto, con l’aiuto sul campo degli studenti dell’università napoletana stanno tornando alla luce pavimenti e decorazioni della magnifica casa che in origine occupava quegli spazi.

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