La Torre di Mercurio, il punto più alto tra quelli della cinta muraria rimasti praticamente integri è stata riaperta al pubblico dal 22 Dicembre. La torre con i suoi tre livelli costituisce il punto più alto disponibile sulla città antica. La struttura fa parte di una serie di costruzioni che vennero inserite nel sistema urbano allo scopo di rafforzare le difese della città. L’edificio è formato da tre piani, quello più in alto è costituito da un terrazzo che permette lo spostamento delle ronde di guardia. Una curiosità è che nel punto di contatto tra Porta Ercolano e Porta Vesuvio si possono notare ancora i segni delle pietre lanciate dalle catapulte dell’esercito di Silla nella guerra civile del 90 a.C. I blocchi in particolare delle murature, costituiti da diversi materiali, lapidei e tufacei, hanno richiesto importanti interventi di messa in sicurezza e conservativi – scrive il Parco Archeologico di Pompei – In quest’area sono stati inoltre riaperti due saggi già condotti nel 1927-29 da Amedeo Maiuri, allo scopo di sondare le fasi più antiche della fortificazione della città e il suo impianto urbanistico. Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico ricorda che “Le indagini archeologiche, coordinate dal prof. Marco Fabbri dell’università Tor Vergata hanno mostrato che dove ora si trova la torre, fino al IV sec. a.C. c’era una porta della città, che fu poi obliterata. È un dato che apre prospettive stimolanti non solo sull’impianto urbano della Pompei più antica, ma anche sullo spazio all’esterno delle mura. Sarebbe interessante capire dove questa strada portava e se lungo essa, come era uso in antico, si trovavano delle tombe di quei periodi.” Questo tratto murario è stato sottoposto a numerose indagini a partire dal 1811, quando vennero effettuati primi, parziali tentativi di scavo per liberare il prospetto esterno della cinta muraria, ed è ancora oggi oggetto di studi e ricerche. È stato compiuto un importante intervento di restauro, poiché l’edificio è stato attaccato da una pesante crescita di radici. L’intervento di restauro ha portato alla conservazione del settore settentrionale delle fortificazioni (mura e torri X e XI), specie per quanto attiene le parti antiche venute alla luce durante gli scavi della prima metà del Novecento. L’intervento mira alla rigorosa conservazione del settore settentrionale delle fortificazioni (mura e torri X e XI), specie per quanto attiene le parti antiche venute alla luce durante gli scavi della prima metà del Novecento.

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