La “Palestra Grande”, riaperta al pubblico nel 2015, è costituita da una grande piazza quadrata scoperta, di circa m 140 x 140, circondata da portici e chiusa verso l’esterno da un alto muro con merli nel quale si aprono 10 porte. Sui tre lati del grande cortile interno erano piantati platani, centenari al momento dell’eruzione, di cui sono ora visibili i calchi delle radici. Al centro si trova invece una piscina di 23 x 35 m. Fu costruita in età augustea, all’inizio del I secolo d.C., ed era il luogo destinato alla formazione fisica ed intellettuale dei giovani cittadini. Due gli ambienti principali della Palestra Grande: una sala a forma di esedra, preceduta da due semicolonne in marmo addossate alla parete, dedicata al culto di Augusto, con all’interno un piedistallo marmoreo dove era posta o una statua dell’imperatore o quelle del dio a cui era dedicata la struttura, e una latrina, la quale aveva inizialmente anche un accesso esterno, poi murato, per essere utilizzata anche da coloro che assistevano agli spettacoli nell’Anfiteatro, nella quale restano blocchi di pietra lavica, usata come base su cui poggiava il ripiano con i fori; sia la latrina che la piscina risultano essere collegati ad una fognatura]. Pochissime le tracce di pitture rimaste: probabilmente la parte interna dei muri perimetrale doveva avere affreschi in terzo stile, di cui ne rimane solo una parte della parete nord ovest; numerosi inoltre i graffiti, alcuni di tipo politico, altri erotici, fino ad arrivare a quelli amorosi . All’interno della Palestra Grande sono stati inoltre rinvenuti gli scheletri di diciassette persone, mentre altre diciotto erano ammassate all’interno della latrina e quattordici, molte dei quali con oggetti personali tra cui monili in oro, argento e bronzo, due bicchieri in argento con figure dionisiache ed una cassetta con strumenti chirurgici, esternamente, nei pressi del muro perimetrale; è stato inoltre rinvenuto lo scheletro di un cavallo con un un leggero calesse, mentre di un uomo si è ricavato il calco, visibile nei granai del Foro, di cui si è compreso che al momento dell’eruzione indossava stivali e con il mantello cercava di coprirsi la bocca dai gas tossici. Nel novembre del 1936 fu trovato inciso su una colonna della palestra il quadrato magico identico a quello rinvenuto nel 1925 su una colonna della casa di Paquio. La Palestra è anche uno dei principali spazi espositivi della città: ospita la mostra permanente dei grandi affreschi del Complesso dei Triclini di Moregine, un raffinato edificio posto a circa 600 metri dal sito di Pompei. Sono inoltre esposti gli oggetti qui rinvenuti, compresi i reperti naturalistici tra cui tavolette cerate che costituivano l’archivio della famiglia che qui viveva, un cesto in vimini, suole di sandali e una roncola.

A cura di Isacco di Maio

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